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lunedì 27 febbraio 2017


 - L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE - 


Non fare la prima colazione è come mettersi alla guida di un’automobile con il serbatoio vuoto: non serve a fare più strada né tanto meno a ottimizzare i consumi o a mantenere il veicolo in buono stato: fra i nostri connazionali la percentuale di coloro che saltano drasticamente la prima colazione sarebbe limitata al 17% circa, ma rimane un solido 15% che non va oltre la tazza di caffè, mentre un 18% esce di casa digiuno.
Cosa serve per una colazione ideale? Fai come fa lei:  Simona Vignali, da 30 anni consulente Nutrizionista e Naturopata




Una colazione “saltata”, ridotta o mal fatta espone il nostro organismo a una serie di rischi
  1. Aumenta la fame. Lo stomaco vuoto (o semivuoto) scatena la fame nervosa e la voglia di mangiucchiare già verso le 10 del mattino.
  2. Il metabolismo rallenta: non ricevendo la giusta dose di “carburante” sotto forma di cibo, si blocca.
  3. Digerisci male. I succhi gastrici “eccitati” dall’assunzione di un caffè da solo scatenano fenomeni infiammatori che alla lunga irritano tutto il tratto digerente e appesantiscono la digestione.

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Chi siamo? Una passione, una mission: diffondere uno stile di vita sano grazie alle risorse messe a disposizione dalla natura.


Qual è la colazione ideale?
La colazione bruciagrassi è composto da vari cibi, sempre e possibilmente freschi, biologici e di stagione: sono questi infatti gli alimenti più ricchi di sostanze preziose per il metabolismo. Una colazione bilanciata, inoltre, deve apportare circa il 20-25% delle calorie sul totale della giornata
Mangiare dopo il risveglio, e quindi dopo un periodo di digiuno, fornisce all’organismo le energie necessarie per essere più attivo ed efficiente,  inoltre, la prima colazione stimola il metabolismo e fa sì che non si arrivi troppo affamati al pasto successivo, né che durante la mattina si cada nella tentazione di colmare il “buco nello stomaco” con ogni genere di snack.

Bevi a digiuno la spremuta: stimola l’intestino
Una buona colazione deve iniziare, in tutte le stagioni, con la spremuta di arance: meglio prepararla in casa con uno spremiagrumi perché le spremute confezionate sono povere di vitamine e ricche di conservanti. La spremuta non va filtrata, lasciando che nel bicchiere finisca anche parte della polpa che è ricca di fibre e quindi stimola il senso di sazietà e aiuta il lavoro dell’intestino. Vietato anche aggiungere lo zucchero, che neutralizza i principi attivi delle arance: se la spremuta risulta troppo acida, basta stemperarla con un po’ di acqua.


Gli abbinamenti per iniziare alla grande
– Frutta fresca e yogurt, stipsi addio
Prima di tutto, sarebbe buona norma introdurre lo yogurt al posto del latte (è più digeribile e non rischia di restare sullo stomaco), optando per quello naturale e non zuccherato, al quale aggiungere un mix di frutta di stagione tagliata al momento, preziosa per stimolare anche l’intestino più pigro. Abbinare un cucchiaio di fiocchi di riso, muesli o di cereali integrali, facendo attenzione a non esagerare con le dosi.
– Miele e confettura, gli zuccheri giusti
Non devono mancare due fette biscottate integrali o ai cereali, ricoprendoli a piacere con un velo di marmellata o di miele.
– Tè verde e tisane invece del caffè: eviti i ristagni

Al posto del caffè espresso, che in molti casi crea acidità, si può optare per quello all’americana, allungato quindi con un po’ di acqua calda. Oppure si può alternare il caffè con il tè verde o un tè alla menta: gli infusi sono benefici per la circolazione, sono meno “eccitanti” del caffè e garantiscono anche un’azione disintossicante e drenante.



-Per variare, prova anche gli ingredienti salati
Chi poi se la sentisse di osare, può provare ogni tanto il pane con una fetta di bresaola, alternativa più salutare e meno calorica rispetto al bacon fritto o alle salsicce che compaiono sulle tavole inglesi e tedesche. L’ uovo di prima mattina? Va bene, a patto di non esagerare con la frequenza. 




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Fonte: http://obiettivobenessere.tgcom24.it/2016/07/27/limportanza-della-prima-colazione/



martedì 13 dicembre 2016




Quattro-cinque cucchiai di olio extravergine di oliva, uniti ad una sana ed equilibrata alimentazione e a una dose quotidiana di esercizio fisico, aiutano a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2, che si sviluppa soprattutto in età adulta, e a proteggere il fegato.
A rivelare l'ennesimo effetto benefico del nostro caro olio di oliva è uno studio condotto dall'Università Federico II di Napoli, presentato da Angela Rivellese al congresso dell'European Association for the Study of Diabetes (Easd) di Berlino, in programma fino al 5 ottobre.

Secondo la dottoressa Rivellese, esperta della Società italiana di diabetologia (Sid), gli acidi grassi monoinsaturi presenti in questo condimento aiutano a contrastare efficacemente l'accumulo di grasso nel fegato.
L'olio di oliva infatti – specie se associato ad un'attività fisica regolare e costante – riesce a ridurre l'accumulo di grasso del 25-30%, mentre il consumo di fibre – normalmente consigliato - contrae la percentuale di grassi al massimo del 4 -6%.
Pertanto, gli acidi grassi monoinsaturi contenuti nell'olio di oliva sono utilissimi anche per i diabetici, che nell'80% dei casi registrano anche la steatosi epatica, ovvero una conseguenza dell'insulino-resistenza, spesso legata all'avanzamento e al peggioramento del diabete.

I ricercatori italiani sono arrivati a questa conclusione dopo aver studiato uncampione di 45 pazienti affetti da diabete di tipo 2: i medici hanno chiesto ai volontari di seguire, per otto settimane, una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi (contenuti non solo nell'olio di oliva, ma anche nella frutta secca, specie mandorle, pistacchi e nocciole), e alla fine del test hanno scoperto che questo regime alimentare aveva ridotto l'accumulo di grasso del 25-30%. Tutto merito degli acidi grassi monoinsaturi!
"Gli acidi grassi monoinsaturi sono perciò estremamente utili per i diabetici – ha spiegato la dottoressa Rivellese - che vanno incontro a steatosi epatica nell'80% dei casi: la steatosi infatti è correlata all'insulino-resistenza, può essere coinvolta nell'insorgenza e nella progressione del diabete e può avere altre conseguenze deleterie sulla salute".



L'olio di oliva – secondo i medici – potrebbe aiutare il fegato a "consumare" più grassi, ma naturalmente – come sempre – non bisogna esagerare!
Il consiglio dell'esperta è di "non eccedere e mantenere il giusto peso corporeo" consumando non più di "4-5 cucchiai di olio d'oliva al giorno come condimento, all'interno di una dieta con il giusto numero di calorie".

fonte: www.greenme.it

lunedì 5 dicembre 2016

GLI ALIMENTI GIUSTI PER DEPURARTI


Il momento giusto per il detox, prima o poi, arriva per tutte. Di solito si avverte la necessità di depurarsi dopo periodi di stravizi, eccessi alimentari,stress oppure quando la zip dei jeans non sale più perché la ritenzione idrica ha gonfiato la silhouette, o ancora quando la pelle appare spenta e soggetta alle imperfezioni.
In tutti questi casi, non è necessario adottare un regime alimentareipocalorico stretto (oltretutto faticoso da seguire) ma è consigliabile farsi furbe e portare in tavola i cibi ad alto potere disintossicante e drenante.
Quando si inizia il detox è importante dire addio ad alcol, grassi animali e farine bianche raffinate così come è opportuno evitare di consumare alimenti in scatola e conservati sott'olio (eccessivamente ricchi di sodio).
E. al contempo, è necessario aumentare la quantità di liquidi introdotti puntando su acqua, tisane, frutta e verdure depurative. Per quanto riguarda il caffè, un buon detox ne prevede l'eliminazione progressiva (altrimenti si può incorrere in fastidiosi mal di testa da "astinenza") e la sostituzione della caffeina con infusi sgonfianti e purificanti. 
Depurativa e diuretica
Iniziare un periododetox non richiede menu complicati. Infatti, è possibile disintossicarsi anche solo introducendo nella dieta alimenti "poveri" ma ricchi di gusto eproprietà drenanti. Lecipolle sono un esempio di come si possamangiare sanodepurandosi a basso costo.
Ma cos'ha di tanto speciale la cipolla? Innanzitutto, quest'ortaggio è ricchissimo di sali minerali (potassio, ferro, zolfo, magnesio, calcio, fosforo) e vitamine (consistente la quantità di vitamina C), ma non solo. Nella cipolla sono presenti, infatti, anche flavonoidi dall'azione diuretica e depurativa.
Da segnalare anche la presenza di glucochinina (una sorta di ormone vegetale) che ha il potere di abbassare la glicemia. Una buona zuppa di cipolle o la cipolla di Tropea affettata cruda in insalata sono, quindi, piatti da portare in tavola anche tutti i giorni quando si inizia un percorso detox.
I risultati saranno visibili da subito grazie all'azione drenante e alla diminuzione progressiva di ritenzione idrica, gonfiori e cellulite. E se avete in corso un raffreddoreo volete difendervi da virus e batteri, ancora meglio...La cipolla, infatti, è una farmacia naturale: è "antibiotica", espettorante, fluidificante e stimolante del sistema immunitario.

Contro cellulite, pancia gonfia e acne
carciofi sono un alimento perfetto per ladieta detox. Prima di tutto, il carciofo contapochissime calorie e può quindi essere consumato in gran quantità, favorendo così anche la sensazione disazietà. Ricchi di sali minerali essenziali persalute e benessere(calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio) i carciofi sono eccezionali per purificare a fondo ilsangue e il fegato.
Il carciofo, infatti, contiene una sostanza chiamata cinerina che provoca l'aumento del flusso della bile e abbassa il livello di colesterolo esercitando al contempo un'importante azione epatoprotettiva e detox. Consumare carciofi in quantità aiuta quindi a ridurre la cellulite, a dimagrire, ad avere un fegato più sano, a rimediare a stravizi ed eccessi di alcol e anche a migliorare l'aspetto della pelle impura.
Insomma, per un detox coi fiocchi, mai farsi mancare i gustosissimi carciofi.
Ispirati all'ayurveda
D'altronde la medicina ayurvedica parla chiaro: per un detox efficace, punta su curcuma e zenzero. La curcuma è una spezia 100% salutare:antinfiammatoria, antiossidante, antitumorale e purificante del fegato. Introdurre, nella dieta detox, un cucchiaio di curcuma al giorno significa depurarsi e regalarsi una dose extra di antiossidanti, rendendo l'organismo più forte contro le infezioni e gli stati infiammatori (e l'infiammazione è la nemica numero uno del detox).
Per assorbire al meglio i principi salutari della curcuma, è necessario abbinarla al pepe nero e a un grasso "buono" come, per esempio, l'olio EVO.
Lo zenzero, invece, è una radice di "lunga vita" e bruciagrassi, ottimo per chi sceglie di dimagrire mangiando. Il gingerolo, contenuto nello zenzero, è infatti una molecola antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria. Lo zenzero vanta anche proprietà termogeniche, crea cioè calore aiutando l'organismo a bruciare grassi e calorie più in fretta.
Lo zenzero si può consumare fresco a fettine oppure in infuso. L' ayurveda, a questo proposito, durante il detox consiglia di bere un litro di infuso di zenzero al giorno.


martedì 18 ottobre 2016

Olio di oliva per curare colesterolo ed ipertensione

L’Olivo, Olea europea, è una pianta di cui viene utilizzata la foglia; la sua efficacia si esplica nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, nelle malattie cardiovascolari in genere e nel diabete non insulino dipendente.Le malattie cardiovascolari sono oggi la più frequente causa di mortalità in Italia e in Europa, nonché una delle principali cause di invalidità. L’arterosclerosi, patologia cronico-degenerativa sistemica e multifattoriale, è una dei responsabili principali di queste malattie. Sempre più spesso si sottolinea non solo la necessità di ridurre la quantità di grassi assunti nella dieta, ma sopratutto di valutare con attenzione quali assumere.



L’olio di oliva, da secoli caratterizzante la dieta mediterranea, dimostra di essere la fonte ideale di grassi, oltre a vantare proprietà anti-ipertensive ed ipocolesterolizzanti.
L’azione ipotensiva delle foglie di olivo è stata a lungo attribuita ad un’unica sostanza, l’oleuropeoside, che manifesta proprietà vasodilatatrici, antiaritmiche e spasmolitiche. E’ stata tuttavia messa recentemente in luce un’ulteriore sostanza, l’oleacina, che potrebbe da sola giustificare l’azione ipotensiva di questa pianta.
Al di là di quali sostanze determinino l’efficacia dell’olivo è importante ricordare che il suo uso contribuisce a curare anche disturbi associati all’ipertensione come la cefalea, le vertigini ed il ronzio. Un’altra interessante proprietà è la sua azione ipoglicemizzante, infatti è usato come cura coaudiuvante del diabete di tipo II, cioè non insulino dipendente.
La foglia di olivo agisce anche sul fronte del colesterolo contribuendo ad abbassare l’LDL e ad aumentare il colesterolo HDL, quello buono, grazie sopratutto al suo contenuto di polifenoli.

Nel nostro paese, come del resto in quasi tutti i paesi occidentali, la nostra alimentazione è troppo ricca di grassi saturi (grassi animali) e di zuccheri a rapido assorbimento (glucosio, fruttosio ecc.) che aggravano o determinano le malattie cardiovascolari. Un apporto costante di olio di oliva permette di riequilibrare il bilancio lipidico sanguigno e di proteggere le arterie, senza prescindere da una dieta sana ed equilibrata.
Approfondimento presso il sito dell'Università (http://www.magazine.unibo.it/archivio/2008/olio_oliva_e_salute)